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Giornata del teatro: il piacere del confronto
2010-03-28 @ 03:04:41
Sono reduce dalla trasferta di Volvera (Torino) dove ha avuto luogo la festa della Uilt in occasione della Giornata mondiale del teatro. E' sempre bello ritrovarsi con altre Compagnie teatrali, con gente che condivide la stessa passione. Ed è anche piacevole confrontarsi con altre realtà , da chi fa teatro in vernacolo a quelli che propongono spettacoli per bambini, da chi si cimenta col musical a chi predilige il drammatico. E' stato anche bello vedere il teatro pieno, con attori diventati spettatori di altri attori. E il tutto esaurito è¨ stato registrato anche a Fubine, dove il Piccolo Palco ha proposto un omaggio a Macario, nel trentennale della morte. Insomma, la festa del teatro, stavolta, è stata completa.
Salviamo il teatro vero (che è una risorsa)
2010-03-26 @ 12:54:16
Utilizzo un intervento di Isabella Bossi Fedrigotti sul 'Corriere' per fare capire bene lo spirito del teatro e dei teatranti. Buona lettura. ---
Salviamo il teatro, quello vero, non il teatrino che offre spettacoli ai quali assistiamo, o siamo costretti ad assistere — gratuitamente — tutti i santi giorni, con rappresentazioni per lo più televisive, ma non solo: non mancano le recite dal vivo e all’aperto nelle piazze. Gli attori in qualche caso sono bravissimi, affabulatori di prim’ordine ed esperti nell’atteggiare il viso e nel coordinare i gesti, mentre i canovacci risultano quasi sempre assai mediocri, tanto da lasciar indovinare anzitempo la logora trama trasparente.
Il teatro vero, dicevamo — e se ne parla perché domani, per la prima volta si celebra anche in Italia la giornata mondiale del teatro, nata a Vienna 49 anni fa — offre spettacoli che si vorrebbe che non mancassero mai, che fossero possibilmente di buona qualità e, insieme, di prezzo accessibile, di modo da sconfiggere in un soffio grandi fratelli, isole, amici, fattorie e, appunto, i quotidiani, frusti teatrini imposti dall’alto, e che animassero grandi città come piccoli centri di provincia, dove, non a caso, sorgono quasi dappertutto, antichi piccoli teatri, in maggioranza oggi purtroppo abbandonati. Gli antichi sapevano, infatti, come altrettanto sappiamo noi, che il teatro fa capire meglio la vita, la rischiara, la illustra, automaticamente rendendola, per poco o anche per molto, meno pesante, meno tetra, perfino con spigoli meno aspri, a volte. In altre parole, il teatro, come la lettura o forse in un modo ancor più evidente della lettura— soprattutto in un Paese, come il nostro, dove essa è così poco esercitata— bonifica il territorio, educa cioè gli spettatori, li raffina, li forma e li informa, arrivando a concedere agli assidui maggiore e più profonda umanità. Da rigidi e chiusi si può, insomma, diventare, a forza di commedie e tragedie, flessibili e tolleranti, come un pezzo di ferro a lungo lavorato. Che non si lasci, dunque, rinsecchire il teatro, che non lo si lasci soltanto sopravvivere, che gli vengano concessi i necessarissimi contributi, invocati, del resto, da quasi tutti palcoscenici, non limitando l'attenzione alla celebrazione di una simbolica giornata mondiale, alla quale il presidente Napolitano ha peraltro dedicato un discorso appassionato.
È una risorsa, il teatro, che sarebbe irragionevole lasciare giacere inutilizzata, e non soltanto perché è una preziosa tradizione nostra, lunga di secoli, testimoniata, se non altro, da quei resti di arene che indistintamente segnano le coste dell'intero Mediterraneo: tanto ne sapevano valutare l'importanza, i nostri antenati romani, che nell’identico format edilizio imposto alle terre conquistate, assieme al foro, al tempio e alle terme non doveva mancare mai l’anfiteatro. Altro merito di un buono spettacolo, che chi sta ai comandi non dovrebbe trascurare, è di far dimenticare o, almeno, di indurre a considerare con un po’ meno rabbia quell’altro, molto più scadente, della politica, il teatrino melanconico delle trame sempre uguali, dove si grida, ci si insulta, si minaccia o vistosamente ci si scontra, salvo poi, se c'è un tornaconto per tutti quanti, mettersi d'accordo in camerino. O, peggio, dove si annuncia, si proclama, ci si impegna e si promettono mirabilia, anche e con sicumera, la luna stessa, salvo poi, una volta spente le luci e tolto il costume di scena, rispondere, magari in modo un po’ spazientito, agli spettatori che chiedono della luna: quale luna? Nessuno qui ha mai parlato di lune. Il teatro, quello vero, consola della vita, perfino di queste sue facce ridicole o maligne, e più teatro ci sarà più a lungo le si potranno sopportare, probabilmente.
Isabella Bossi Fedrigotti
Sabato 27 marzo, la Giornata del teatro
2010-03-24 @ 23:55:00
Ci sono anche spot televisivi per reclamizzare la Giornata mondiale del teatro, prevista per il 27 marzo, suffragata - lo scorso novembre - dal Consiglio dei ministri, che ha recepito una proposta fatta a Vienna una cinquantina di anni fa. Dunque, il teatro fa festa. E, finalmente, fa parlare di sé. Non cambia la vita a noi teatranti, una celebrazione simile. Però ci fa sentire un po' più importanti e considerati e, soprattutto, ricorda all'opinione pubblica che esiste anche quest'arte, che è ritenuta una parente povera di altre (cinema in primis) ma lo è solo in apparenza. Chi fa teatro non ha bisogno di spiegazioni, perché le emozioni che si provano su un palco sono difficili da raccontare. Festa o non festa, queste non ce le porta via nessuno; semmai la celebrazione serve a solleticare il pubblico, che è il carburante dell'attore. La Compagnia Teatrale Fubinese aderisce alla Giornata con due iniziative: a Fubine, va in scena un nuovo spettacolo della nostra rassegna teatrale; a Volvera (Torino) parteciperamo all'iniziativa regionale, con altri sodalizi iscritti alla Uilt.
Questo sì che è sport davvero
2010-03-23 @ 01:45:48
Mi sono imposto, nelle mie trasmissioni sportive del lunedì mattina ('Calci al pallone', alle 9.15 su Radio Voce Spazio, fm 93.8), di non parlare più di arbitri. O si capisce che possono sbagliare esattamente come un centravanti e un portiere, si comprende che devono assumere valutazioni in un secondo, e si ammette che gli errori esisteranno sempre, oppure saremo continuamente appesi a discussioni che non portano davvero a nulla se non a creare acrimonia. Lunedì mi sono imposto di parlare di due protagonisti dello sport, che sono strepitosi: l'ex pilota Alex Zanardi, protagonista con la sua 'bike' della maratona di Roma (e prossimo, forse, alla paralimpiadi), e il maratoneta etiope Gana che, a 500 metri dal traguardo, si è tolto le scarpe per celebrare, emulandolo, Bikila, lo straordinario corridore scalzo di cinquant'anni fa. Zanardi e Gena riconciliano con lo sport; sono carisma, atletismo, coraggio, spirito d'avventura, forza. Si parlasse più di gesti come i loro e meno di moviola, sarebbero migliori gli sportivi e, alla lunga, la società.
'Salotto', il successo grazie all'umiltà di grandi artisti
2010-03-21 @ 15:33:14
A pochi giorni dalla puntata del 'Salotto del mandrogno', torno sul talk show per ringraziare gli ospiti che hanno dato modo a questo spettacolo di essere piacevole anche stavolta. Due parole in più le spendo per Alice Lenaz e per il suo gruppo: è gente straordinariamente brava, degna di palcoscenici prestigiosi. Sono venuti al 'Salotto' con la modestia dei grandi artisti e tali si sono dimostrati, offrendo una performance di ottimo livello, pur contenuta nei tempi (ristretti) di un talk show. Penso che una delle fortune del 'Salotto' sia data, appunto, dall'umiltà di grandi artisti: la Lenaz e il suo gruppo sono solo gli ultimi di una lunga lista che include naturalmente Franco Rangone e Gianni Naclerio, indispenabili artefici della colonna sonora dello spettacolo.
Viva la Rai (che 'non' fa crescere sani)
2010-03-17 @ 12:57:39
Le tribune elettorali con cui la Rai ha deciso di sostituire i talk show politici incassano un 2.5 per cento di share. Ballarò, per dire, faceva il 15. Non mi appassiona molto la battaglia dell'auditel, ma stavolta non si può non sottolineare come la Rai, con l'astrusa decisione di sospendere Santoro, Floris e Vespa nel periodo prelettorale, non sono abbia danneggiato clamorosamente il telespettatore, non solo ha fatto venir meno quel concetto di 'servizio pubblico' preteso da chi paga il canone, ma abbia anche arrecato un grave danno a se stessa, perché - come l'auditel dimostra - una tribuna elettorale non ha l'appeal di Ballarò, di Porta a porta, di AnnoZero. Meno pubblico, meno inserzioni pubblicitarie, meno incassi. Complimenti. Sta di fatto che forse non ci si rende conto che la gente è un po' stanca. E chissà se le elezioni in Francia (col crollo di elettori, e del partito del premier) hanno insegnato qualcosa...
E' nato il blog corriereal.wordpress.com
2010-03-17 @ 00:30:20
I miei amici Ettore Grassano e Andrea Antonuccio, che non difettano in quanto a idee, archiviata l'esperienza di www.corriereal.it, sono tornati alla carica con un blog, corriereal.wordpress.com. E' uno spazio utile per i confronti, le discussioni, le critiche, le proposte, in particolare riguardo Alessandria. Io saluto sempre con entusiasmo le iniziative che portano al dialogo, a maggior ragione se gli artefici sono arguti e brillanti come loro. C'è un proliferare di siti internet di informazione o che si spacciano per tali e di blog, ma sono certo che Ettore e Andrea sapranno privilegiare la qualità e non si dedicheranno, contrariamente a molti altri, all'arte del copia-incolla, quella che sta uccidendo il giornalismo.
Mercoledì 17 vi aspetto al 'Salotto'
2010-03-16 @ 01:49:01
Metti insieme uno che in 13 mesi ha fatto il giro del mondo toccando i cinque continenti e viaggiando con mezzi di fortuna; una strepitosa cantante jazz; un giornalista scrittore esperto di 'nerd' (che sono poi gli sfigati, o qualcosa di simile); un ambientalista che sa di animali; un motociclista che ha scritto un libro dedicato ai cani; un imprenditore dell'informazione che lavora con Piersilvio Berlusconi... e nasce una spumeggiante serata del 'Salotto del mandrogno'. Vi invito mercoledì 17, alle ore 21.30, al circolo Casetta per il talk show che conduco, accompagnato dai musicisti Franco Rangone e Gianni Naclerio. Daremo vita a una serata effervescente con Luigi Lai, Alice Lenaz, Stefano Priarone, Stefano Gagino, Antonio Visca... e chi più ne ha più ne metta. Vi aspetto!
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