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La Compagnia teatrale fubinese nasce a Fubine nel 1981 e, nel 2000, si
costituisce legalmente con presidente Massimo Bosia presidente. Inizialmente
si dedica a testi dialettali (autoprodotti), nel tentativo di mantenere vivo
il vernacolo e di avvicinare a questo anche le 'nuove generazioni', senza
trascurare la comicità, una caratteristica peculiare del sodalizio. Così
vengono portate sulla scena situazioni tipiche dei paesi del Monferrato,
grazie a commedie che hanno per protagonisti, ad
esempio,
lo zio emigrato che ha fatto fortuna in America, oppure il sensale di
matrimoni, personaggi questi veramente esistiti nelle piccole realtà locali
('Culla bonanima dal me omi', 'Al barba d'America', 'Carlin al marusé', 'Quand
che al doni i son dal striji'). Col tempo, la Compagnia diventa più
versatile, complice anche un ringiovanimento dell'organico. Ecco allora il
riadattamento della celebre 'Mandragola' di Machiavelli, oppure la
presentazione di testi di Aldo De Benedetti ('Due dozzine di rose scarlatte',
'Da giovedì a giovedì', 'Il libertino').
Dagli anni Novanta sono portate in scena, tra l'altro, commedie brillanti di
Massimo Brusasco ('Io son pazzo, tu sei matto', 'Lezioni private', 'La tribù
della clava', 'Benvenuti, il raduno era ieri', 'Ahi l'amore che cos'è' e
monologhi cabarettistici ambientati in un cimitero dal titolo 'Lux perpetua').
Da segnalare, nel corso degli anni, la produzione di musical ('Il grande
sogno americano', 'Sette spose per sette fratelli') e di uno spettacolo a
premi ('Quiz gatta ci cova'), oltre a riuscite parodie ('Fubine show').
Dal
1997 organizza la rassegna teatrale 'Fubine ridens'. Nel luglio 2001
promuove la festa del ventennale, un concorso umoristico-letterario e porta
il teatro nelle scuole, allestendo anche una commedia con giovani attori
esordienti.
Nel gennaio 2002 Massimo Brusasco cura la pubblicazione del libro 'Da vent'anni
a l'anualomma. 1981-2001: la storia della Compagnia teatrale fubinese', i
cui proventi sono destinati a sostenere una missione francescana in Africa.
Ultimamente, il sodalizio ha presentato gli spettacoli itineranti 'Ma che
storia è questa?' e 'Colori al castello', il primo avente come scenografia
il centro storico del paese, il secondo il giardino pensile dell'antico
maniero.
In curriculum entrano anche commedie dialettali 'Al mur ans la miraia'
(2001), 'U dutur l'è pin 'd dulur' (2003) di Massimo Brusasco, autore anche
della pièce 'La posta di Amalia' (2002). A seguire 'Rumors' di Neil Simon,
una delle pièce più note del commediografo americano (2004) e 'Ci vediamo da
Lulù' di Massimo Brusasco (2005), oltre allo spettacolo 'Sera lunatica'
(2005) contenente poesie, canzoni e gag dedicate alla luna.
Da segnalare, inoltre, i 'frammenti di teatro', con parti comiche e inserti
drammatici, di autori vari.
La Compagnia teatrale fubinese, iscritta all'Unione italiana libero teatro,
partecipa a rassegne e manifestazioni proponendo commedie sia in lingua che
in vernacolo. Informazioni allo 0131 778461 oppure 0131 778798.
LE PROPOSTE DEL 2010
DIECI CHILI DI FOCACCIA E QUATTRO FETTE D'ANGURIA
commedia brillante di Massimo Brusasco,
con Barbara Fusetto e Massimo Brusasco
Matteo e Lorella, coniugi sulla quarantina, decidono di invitare gli amici a
una serata dedicata al 'gioco della verità'. All'ultimo momento, però,
nessuna delle coppie contattate aderisce alla proposta, disdicendo l'invito
con scuse banali. Marito e moglie, allora, decidono di giocare tra loro. Ne
nasce una sorta di confessione, giocata sul filo dell'ironia, in cui,
attraverso flashback, i due si confrontano e si scontrano, rivivono il
passato e si mettono a nudo, scoprendo lati oscuri, e non sempre piacevoli,
dell'altro. Il susseguirsi di svariati personaggi conferisce vivacità al
testo, che si prefigge di garantire risate per oltre un'ora e mezza, senza
interruzione.
ALLEGRO QUANTO BASTA
Omaggio ad Achille Campanile
spettacolo di parole e... confusione
La Compagnia Teatrale Fubinese rende omaggio a uno dei più noti e raffinati
umoristi italiani, Achille Campanile, di cui porta in scena alcuni dei brani
più significativi di un vastissimo repertorio. Con i testi adattati alle
esigenze del sodalizio e la direzione registica di Daniela Buzio, 'Allegro
quanto basta' conduce gli spettatori nel mondo surreale di un delitto in cui
non si comprende bene non solo chi è l'assassino, ma neppure chi sono, in
realtà, i protagonisti della gag. E poi, ecco l'effervescente 'Visita di
condoglianze', con sullo sfondo un morto, o forse due, e lacrime (vere e
finte) che si confondono tra i dubbi su chi sia, davvero, il defunto. In
mezzo, una coppia di fidanzati che si perte in artifizi linguistici, così
come gli artefici della celebre 'Rivolta delle sette', molto più che un
semplice scioglilingua.
SPOGLIATOIO
commedia brillante di Massimo Brusasco
Replicata una dozzina di volte nel 2009, la commedia ha per protagonisti
cinque amici che si ritrovano per la partita settimana di calcetto.
L'irruzione di una donna nello spogliatoio, però, crea scompiglio e
scompagina il copione. Storie d'amore, di ambizioni, di vizi e perfino di
doping si intrecciano in due atti in crescendo, con un lieto fine reso tale
grazie... al pallone.
New York l'è nent Fibin-i
commedia brillante in due atti di Massimo Brusasco
Dalla storia alla fantasia.
Fubine, specialmente nei primi anni del Novecento, fu un paese di forte
emigrazione. Molte persone, afflitte dalla miseria, lasciarono il Monferrato
dirette in Gran Bretagna, Sud America e, soprattutto, negli Stati Uniti. A
New York, tra gli altri, i Maioglio aprirono il celebre ristorante
'Barbetta' (che compie cent'anni nel 2006) e qui fece fortuna Pietro Robotti,
benefattore che si prodigò per il paese natio. Nel 1983, ai suoi albori, la
Compagnia Teatrale Fubinese mise in scena 'Al barba d'America', commedia
incentrata sull'arrivo a Fubine del (quasi) proverbiale zio americano, buffo
nel parlare e, soprattutto, carico di dollari. Ad accoglierlo, il sindaco
Amilcare, sua moglie Ersilia, la colf Giovanna, il cantoniere Cecco, il
farmacista Erminio, il maresciallo Galeazzo...
Ora, nel 2006, per festeggiare i 25 anni di attività, la Compagnia Teatrale
Fubinese propone una sorta di 'sequel' della pièce d'allora. Amilcare,
Ersilia e gli altri protagonisti del vecchio copione (gli interpreti sono
pressoché gli stessi) ritornano, destinazione New York, per rendere visita
allo zio e ai suoi eredi.
Ecco, allora, 'New York l'è nent Fibin-i', una commedia di contrasti,
paradossi, esagerazioni, contaminazione di lingue, usi e costumi. Per capire
qualcosa in più della storia di un piccolo paese. Ma, soprattutto, per
ridere.
New York l'è nent Fibin-i
due atti scritti e diretti da Massimo Brusasco
con: Angelo Balestrero (Amilcare), Franca Reposio (Ersilia), Carla
Lanzavecchia (Giovanna), Gian Pietro Brusasco (Cecco), Massimo Bosia
(Erminio), Maurizio Ferrari (Galeazzo), Giuseppe Balestrero (Frank), Enrico
Ferrando (Jack), Silvia Gaggiano (Cindy), Cesare Langosco (Arnold).
IL RACCONTO DEL CONTO DELLA CONTESSA
commedia brillante in due atti di Massimo Brusasco
liberamente tratta da 'Il mistero dell'assassino misterioso' di Lillo & Greg.
Trama. Durante la messa in scena di uno spettacolo, un attore si sente male.
Il regista, nonché protagonista della pièce, accetta l'offerta del venditore
di bibite del teatro che dice di avere visto molte volte la commedia e di
saper sostituire il 'malato'. Lo show, però, prende una piega decisamente
anomala... il testo originale viene stravolto e a prevalere sarà la
competizione tra un attore e l'altro, che ingaggiano una sorta di sfida,
dalla quale non si sottrae neppure la frustrata truccatrice della compagnia,
per mettersi in mostra di fronte a un produttore presente in sala. Le
vicende dello show, incentrato sul delitto di una contessa probabilmente per
accaparrarsi la congrua eredità, si mescolano con i fatti privati degli
attori, in un tourbillon di tradimenti, coniugi, amanti...
Note. E' capitato spesso, durante le prove delle nostre commedie, di
ricorrere a escamotage per ricordarsi le battute. Nel 'Mistero
dell'assassino misterioso' di Lillo & Greg, i trucchi (suggeritore che entra
in scena, fogli sparsi disposti sul palco...) sono il sale dello spettacolo.
Da qui sono partito per 'Il racconto del conto della contessa', commedia
tratta dall'opera di Lillo & Greg, che però si sviluppa e termina in modo
totalmente differente rispetto all'originale. Ho fatto sì che i personaggi,
d'un tratto, tornassero 'interpreti' e che i fatti della vita privata di
ognuno di loro si mescolassero, in qualche modo, con il copione da
rappresentare. D'un tratto, il 'dietro le quinte' si sposta sul palcoscenico
e le velleità di ciascuno, gli egoismi e perfino i peccati (sessuali,
anzitutto) prendono il sopravvento, originando un'involontaria confessione
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