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Novità:
Dopo il finto Marzullo che intervista il vero Massimo Brusasco e il
vero Massimo Brusasco intervistato da Mike Bongiorno, ecco in
esclusiva per gli amici del sito il vero Massimo Brusasco finto ospite
di "Porta a porta", intervistato dal fintissimo Bruno Vespa
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Massimo Brusasco, dicci qualcosa di te.
"Sono nato l'8 gennaio 1970 in Alessandria, clinica Salus...".
Possiamo iniziare anche un po' dopo.
"Va bene. Sono giornalista professionista, mi diverte il teatro, scrivo per
lavoro e per diletto e so fare davvero poche altre cose. Ad esempio, da
ragazzo, ero uno dei pochi a non riuscire a cambiare la candela del
motorino".
Cos'è la vita?
"Un bel regalo. Non riuscirei a far niente se non ci fosse lei".
Più difficile essere seri quando si scrive di cronaca, o far ridere quando
si scrive di cabaret?
"La cosa più difficile è cercare di fare ridere volendolo fare, perché
troppe volte si rischia di far ridere senza volerlo".
C'è sempre qualcuno da ringraziare. Da chi cominciamo?
"Da te se la smetti di fare queste domande".
Risulta che giochi a calcio come portiere e che alleni.
"Ecco, a proposito di fare ridere... Devo dire che, giocando, faccio ridere
abbastanza".
Più difficile allenare un calciatore o dirigere un attore?
"Il difficile è farsi sopportare, da chiunque".
Tre cose che, dal punto di vista artistico, ti hanno dato soddisfazione.
"Portare in scena la commedia Rumors, pur tra mille difficoltà; arrivare,
affiancato da una straordinaria Katia Bonifaci, in finale al Festival del
Cabaret Emergente; non rappresentare più Gelindo a Natale dopo l'ultima
incredibile performance di qualche anno fa, culminata con la Madonna che
masticava il chewin-gum".
Pensavo citassi i successi in qualche concorso letterario.
"Allora, dall'elenco, tolgo Rumors e metto i concorsi. Va meglio?"
Come vuoi. E Marco & Mauro, i cabarettisti per cui scrivi, dove li mettiamo?
"Li lasciamo dove sono. Spero di avere contribuito ad arricchire il loro
repertorio. E spero anche, grazie a loro, di arricchirmi io. Con la Siae,
s'intende".
Definisciti con tre aggettivi.
"Sarcastico, autoironico, pigro".
Pigro? Ma se fai un mucchio di cose!
"Sì, ma non sai quante ne evito".
Qual è la battuta più carina che hai scritto di recente?
"A me fa ridere una che ho girato a Marco & Mauro per il loro ultimo
spettacolo e che fa più o meno così: Ai tempi dell'aviaria, il giornalista
Lamberto Sposini, per sconfiggere la psicosi, ha addentato una coscia di
pollo in diretta al Tg5. Due giorni dopo è stato chiesto di fare la stessa
cosa a Emilio Fede, nel corso del Tg4. Ma Fede ha obiettato, chiedendo: 'Io,
anziché addentare la coscia, non posso leccare il culo come ho sempre
fatto?'".
E la battuta meno riuscita?
"Una che non è stata capita dal pubblico. Non te la dico, perché intanto non
la capiresti neanche tu".
Credi che non sia abbastanza intelligente?
"Per capirla non bisogna essere abbastanza intelligenti, ma abbastanza
stupidi. Effettivamente ce la potresti fare, ma non voglio rischiare".
I tuoi comici di riferimento.
"Posso dirti chi mi piace. In ordine sparso: Mago Forrest, Aldo, Giovanni e
Giacomo, Fiorello, Paola Cortellesi e Antonello Costa che non ha ancora
fatto il grande salto ma che non potrà non farlo".
Vuoi parlare di calcio?
"No grazie, sono juventino".
Con che massima finiamo l'intervista?
"La finiamo con Massimo, altro che massima...".
Arrivederci, allora.
"Anche no". --
(Dlin Dlon. Segue colonna sonora di 'Via
col vento')
Bruno Vespa: Buonasera a Massimo Brusasco.
Massimo Brusasco: (entrando) Grazie, era quasi ora. Pazienza dovere
aspettare, ma stare proprio fuori al freddo, mi sembra troppo.
BV: Bene, Brusasco è qua con noi, per l'ultima parte di trasmissione che
questa sera ha come ospiti Clarissa Burt con la quale abbiamo parlato della
strage di Erba, Minnie Minoprio con cui abbiamo parlato del delitto di via
Poma, Bruno del Grande fratello che ci ha commentato i segreti del mostro di
Firenze, Rocco Buttiglione, Rocco Papaleo, Rocco Siffredi, Rocco Tanica di
Elio e le storie tese, Tini Cansino e le ragazze del Drive In che ci hanno
parlato di filosofia orientale e storia delle popolazioni Masai. Bene,
Brusasco. Ora abbiamo 30 secondi per parlare di lei.
MB: Non vorrei fossero troppi... (si siede).
BV: Lei ha scritto un libro intitolato 'Sognavamo le Ragazze Cin Cin'. Ci
può spiegare il perché di un libro, che peraltro ho letto attentamente,
dedicato all'enologia?
MB: Veramente non parla di vino.
BV: Beh, certo, di spumante, trattandosi di cin cin...
MB: Scusi, Vespa, ma è un libro sugli anni Settanta e Ottanta.
BV: Anni che definirei, come dire, definirei... Ecco, non capisco che cosa
ci sia da brindare.
MB: Le ragazze erano quelle della trasmissione 'Colpo grosso', e sono
diventate, a mio modo di vedere, un simbolo della nostra generazione senza
ideali e senza computer.
BV: Ah, senza computer! Lei, Brusasco, non ha il computer... Scrive a biro?
MB: No, con piuma d'oca e calamaio.
BV: Addirittura!
MB: Era una battuta, mi scusi. Dicevo, è la generazione che è cresciuta
senza internet, i social netword, le chat...
BV: Ah, certo, interessante. E Berlusconi?
MB: Che c'entra Berlusconi?
BV: Niente, ma sono dieci minuti che non parlo di lui e mi sembrava giusto
farle questa domanda sul nostro presidente.
MB: Comunque la nostra generazione è cresciuta anche senza Berlusconi.
BV: E ce l'avete fatta?
MB: Mah, ci abbiamo provato... Sono qui...
BV: Allora, un grazie al nostro presidente e ai suoi ministri.
MB: Grazie per cosa, scusi?
BV: Non importa, Brusasco, li ringrazi. Allora, lei fa il giornalista. Fino
a quando?
MB: Ma che domanda è?
BV: Sì, va bene, parliamo d'altro, Mi dicono che lei fa l'autore teatrale.
E' proprio il caso?
MB: Diciamo che...
BV: Grazie Brusasco per il suo
contributo.
MB: Veramente non ho finito.
BV: E ora Brusasco, guardi qui che bello: il plastico di Fubine! Ecco qua,
la chiesa parrocchiale, questo è il ponte, questa la piazzetta. Ed è qui, in
questa piazzetta, che si è consumato il delitto.
MB: Chi è morto?
BV: Ci dica, Brusasco, senza timore: perché lei continua a ritenersi
innocente?
MB: Ma io non so di cosa sta parlando.
BV: Secondo le accuse, quella sera lei percorse via Longo a piedi e svoltò
in via Bertoldi per arrivare in piazza Garibaldi. Lì attese la sua vittima.
MB: Ma che vittima! Che attesa! Ma che sera?!
BV: Va bene, Brusasco, concludiamo che dobbiamo dare la linea al Tg1 della
notte e io ho anche fame. Venga qui alla scrivania di ciliegio e firmi il
Patto con gli italiani.
MB: Ma che patto è? Cos'è? Perché?
BV: Firmi, firmi, quante storie! Quando va in banca mica fa tante storie per
mettere una firma...
MB: No, ma...
BV: Grazie a tutti i nostri ospiti, grazie a voi telespettatori, buonanotte.
Lei firmi, Brusasco, firmi tranquillo...
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