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La mia carriera calcistica
(che non è un granché...)
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STAGIONE 2011-2012
Reduce da un campionato Amatori tutt'altro
che lusinghiero, si è deciso di... riprovare. Aics, girone A: Circolo Saves.
Siamo noi. Esordio con sconfitta, ma non ci arrendiamo. Siamo invecchiati,
ma abbiamo ringiovanito la rosa. Continuo ad allenare, per modo di dire.
Però, ho ricevuto anche un altro ingaggio (ovviamente non retribuito) e così
ora alleno i portieri dell'Atletico Alexandria, Terza categoria. Uno dei
miei portieri, Salvatore Manganaro, mi dà soddisfazioni: due partite, due
rigori parati. Non male come inizio.
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Portiere senza troppe doti, in difficoltà sulle palle alte, riflessi tutto
sommato accettabili, scarso in uscita, legge la partita con difficoltà. Tra
i gol subiti: retropassaggio con pallone che passa in mezzo alle gambe e
finisce in porta; palla in rete dopo rinvio sbagliato; palla sul palo, poi
in faccia poi in gol; decine di incomprensioni con i compagni di difesa
(agli annali un urlo “via”, col libero che capisce “mia” e lascia sfilare il
pallone: gol). Memorabili anche i “mia” urlati in occasione di uscite alte,
seguite dai “bugiardo” urlati dal pubblico quando il pallone veniva mancato.
Celebri anche le frasi dei presunti amici: “Andiamo a vedere la partita, che
gioca Brusasco”.
Ce ne sarebbe stato per farmi desistere. Invece no.
Pillole di carriera sportiva: inizio nel 1981, a Felizzano, grazie all'amico
Franco Raimondo che mi vide bersagliato di tiri sul campetto del paese e mi
tesserò per la squadra Pulcini del Felizzano, convinto che potessi venire
bersagliato anche là. Mi tenne costantemente in panchina: il titolare giocò
a pallone solo quell'anno. Io esordii, mi pare, in un derby a Quattordio,
che perdemmo. . Trafila nelle giovanili del Felizzano, poi trasferimento a
Lu Monferrato, nella Juniores, con comparsata in Seconda categoria quindi a
Fubine, in Terza e Seconda categoria (molta panchina, però facevo gruppo!).
Poi, lunga trafila in squadre amatoriali, tra Castelceriolo, Felizzano,
Fubine, Quargnento, Alessandria. D'un tratto la carriera si evolve: da
portiere scarso ad allenatore atipico. Sono tra i fautori della fusione tra
Fubine e Quargnento e poi tra il Quargnento e la squadra del Circolo della
Cassa di risparmio di Alessandria, in cui milito tuttora con compiti di
tecnico che cerca di fare meno danni possibili e di secondo portiere, con
chance di diventare terzo (dipende da me, comunque). Lo scorso anno, un
lusinghiero quarto posto nel campionato Aics e cento arrabbiature, come
sempre. Di me, i detrattori ricordano solo la sciagurata serata di Strevi:
tripla sostituzione sul tre a zero per noi, in una partita finita tre pari.
Io mi ricordo anche cose decisamente più positive, ma si sa che sono le
disgrazie a fare ridere (la gag della buccia di banana è un classico).
Il calcio, tra campionati, tornei, amichevoli, scapoli-ammogliati,
negati-poveretti, mi ha fatto conoscere decine e decine di persone. Quasi
tutti gli avversari si ricordano di me (in quanto loro punto di forza?); io
dimentico perché non sono fisionomista. Però, grazie al pallone, ho un sacco
di amici, conoscenti (allenatori, compagni, rivali) e un indubbio bagaglio
di aneddoti, da scrivere racconti (fatto!), commedie (fatto!) e libri
(farò?). Mi diverto, giocando e allenando. Mi arrabbio anche. Penso che
finché lo farò, sarà un buon segno.
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